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L’inerzia del curatore legittima l’azione dell’ex rappresentante

Solo nel caso in cui abbia manifestato un reale disinteresse nei confronti della difesa, non quando sussiste un’esplicita decisione di non promuovere un ricorso giudiziario.

L’imprenditore fallito non è legittimato a impugnare l’avviso di accertamento al posto del curatore che decide di non promuovere l’azione giudiziaria per tutelare la massa dei creditori.
È quanto affermato dai giudici della Corte della cassazione con l’ordinanza 8132 del 3 aprile 2018, che ha accolto il ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate e condannato l’imprenditore al pagamento delle spese di lite.

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