Legge di Bilancio 2026: tutte le misure per famiglie, lavoro, pensioni e politiche sociali

Con un intervento di circa 22 miliardi di euro la Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025) introduce una serie di misure volte a sostenere i redditi più bassi e il potere d’acquisto delle retribuzioni, riducendo la tassazione per famiglie, lavoro dipendente e ceto medio. La manovra prevede inoltre interventi mirati a favore delle imprese e della produttività.

Di seguito le principali misure in tema di lavoro, famiglie e politiche sociali.

Revisione dell’ISEE: al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate, viene modificata la disciplina di calcolo dell’ISEE. In particolare, la soglia del valore della prima casa esclusa dal calcolo viene innalzata da 52.500 a 91.500 euro, limite che sale fino a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nelle città metropolitane.

Bonus mamme e congedi: per il 2026 viene rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.

Sostegno alle spese scolastiche: le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro potranno inoltre beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto di libri scolastici per le scuole superiori e di un contributo fino a 1.500 euro per chi sceglie le scuole paritarie (medie e primo biennio superiori).

Carta “Dedicata a te”: rifinanziata per gli anni 2026 e 2027, la misura prevede un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Sostegno abitativo e caregiver: istituito un fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati, con una dotazione di 20 milioni a decorrere dal 2026, e un fondo per il sostegno del caregiver familiare, pari a 1,15 milioni per il 2026.

Pensioni e lavori usuranti: sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028. Per il personale militare delle forze armate, inclusi carabinieri, guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto dal 1° gennaio 2028, oltre all’aumento che scatterà per tutti, un aumento graduale dei requisiti pensionistici: un mese nel 2028, un ulteriore mese nel 2029 e un altro mese a decorrere dal 2030.

Incremento pensioni minime: previsto l’incremento di 20 euro al mese per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.

APE sociale e previdenza complementare: prorogata l’APE sociale per specifiche categorie. Estesa la platea delle aziende obbligate conferire il TFR al fondo INPS: anche i datori di lavoro che raggiungono i 50 dipendenti negli anni successivi a quello di inizio attività, ad esclusione, per gli anni 2026 e 2027, dei datori di lavoro per i quali la media annuale (del relativo anno precedente) sia inferiore a 60 lavoratori dipendenti, saranno obbligati a versare al fondo INPS le quote di TFR non destinate alla previdenza complementare. Dal 2032 l’obbligo sarà esteso alle aziende da 40 dipendenti. Inoltre, dal 1° luglio 2026, scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato, se non esprimono la propria scelta entro 60 giorni dall’assunzione.

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