Lo scudo fiscale bis potrebbe triplicare i rimpatri e le regolarizzazioni della prima versione con un’emersione che questa volta può ambire a toccare quota 180 miliardi di euro. Le sostanziali modifiche apportate al primo testo della norma, evidentemente, hanno funzionato a dovere anche se la scadenza del 16 aprile sta strettissima a tutti, imprenditori e operatori commerciali, al punto che la conferma di questa data, secondo gli addetti ai lavori, rischia di
compromettere il successo dell’operazione, che invece sarebbe ormai a portata di mano. I capitali emersi con lo scudo bis, secondo UniCredit, proverranno in gran parte da Austria, Svizzera e Lussemburgo, con il maggior numero di operazioni a ridosso delle scadenze dei termini.
(Fonte: Il Sole 24Ore)
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