L’entrata in vigore della riforma tributaria, al debutto dal 1° gennaio 2004, concede agli operatori il tempo tecnico di valutare se il nuovo regime sia più o meno conveniente di quello precedente.
Tra le scelte che gli operatori devono affrontare, c’è l’analisi della convenienza economica a detenere partecipazioni, soprattutto per le persone fisiche, per valutarne una loro eventuale cessione.
Il dilemma riguarda indubbiamente le partecipazioni qualificate la cui tassazione passa dal 27% ad un’aliquota variabile.
Le nuove regole prevedono che le plusvalenze concorrano al reddito complessivo per il 40% del loro ammontare.
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