La categoria dell’impiego subordinato si arricchisce di un nuova tipologia di contratto: il lavoro intermittente.
Si tratta di una specifica tipologia contrattuale che si inquadra nello schema del lavoro dipendente. La relazione illustrativa al decreto legislativo varato dal Consiglio dei ministri il 31 luglio scorso in attuazione della legge Biagi (la 30/03) precisa le caratteristiche del contratto. Il decreto introduce per la prima volta il lavoro intermittente (o a chiamata) nella duplice versione senza o con l’obbligo del lavoratore di rispondere alla chiamata del datore di lavoro. Il nuovo contratto può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato.
Il lavoro a chiamata può essere utilizzato per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi.
L’obiettivo è quello di arginare il fenomeno del lavoro a fattura mediante l’emissione di semplici note a titolo di lavoro autonomo da parte di soggetti a cui è in realtà richiesta una prestazione lavorativa intermittente come dipendenti.
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LAVORO: IL CONTRATTO A CHIAMATA
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