Lavoratori freelance e co.co.co.: requisiti per l’indennità di maternità e paternità

La tutela della maternità e paternità non è destinata unicamente a chi ha un lavoro fisso da dipendente, come spesso si è portati a credere, ma anche ai lavoratori autonomi o con una Collaborazione Coordinata e Continuativa (Co.Co.Co.). Anch’essi, infatti, hanno diritto ad un sostegno economico durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del tuo bambino, anche in caso di adozione o affidamento di un minore.

L’Inps ricorda che, in generale, il periodo di maternità copre due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la data effettiva. Quindi, in totale, sono cinque mesi più il giorno del parto indennizzati. Durante questo periodo non ti devi obbligatoriamente astenere dal lavoro, ma puoi continuare a lavorare e percepire l’indennità.
Il congedo di paternità, invece, entra in gioco se la mamma non può usufruirne (per morte, grave infermità, abbandono del figlio) o se il figlio viene affidato solo al padre; dura quanto il periodo non usato dalla mamma (o tre mesi dal parto se la mamma non lavora). 

E’ possibile ricevere l’indennità di maternità o paternità se:

  • sei iscritto alla Gestione Separata INPS;
  • non sei in pensione;
  • non possiedi già un’altra assicurazione obbligatoria per la maternità (per esempio, se sei anche dipendente a tempo indeterminato, la priorità va a quella);
  • se hai versato almeno un mese di contributi alla Gestione Separata nei 12 mesi prima del periodo di maternità/paternità.

L’indennità è pari all’80% di 1/365 del reddito utile ai fini contributivi. L’Inps la paga direttamente, tramite bonifico sul conto corrente o bonifico postale del beneficiario. 

Maggiori informazioni.

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