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La procedura esecutiva immobiliare: due modelli a confronto alla ricerca di efficienza e celerità

L’Associazione T.S.E.I., a cui partecipa anche AteneoWeb, ha pubblicato il Quaderno LA PROCEDURA ESECUTIVA IMMOBILIARE: DUE MODELLI A CONFRONTO ALLA RICERCA DI EFFICIENZA E CELERITA’ a cura della Dott.ssa Giulia Pizzagalli.

La procedura esecutiva immobiliare italiana non è affatto efficiente, tantomeno celere. Eppure, è stato evidenziato, anche attraverso studi condotti da Banca d’Italia, che la lentezza della giustizia incide sull’economia nazionale: avere un’esecuzione efficace significa attrarre investimenti stranieri, aumentare l’offerta di credito da parte degli istituti di credito, evitare la crisi del sistema bancario che deve smaltire circa 85 miliardi di crediti deteriorati.

Per questo il legislatore italiano, sotto la spinta anche di associazioni sovranazionali, della stessa Unione Europea e del Consiglio d’Europa, è intervenuto con svariate riforme al fine di migliorare il sistema delle procedure esecutive nazionali. Nonostante ciò, ad oggi l’Italia resta ancora uno degli Stati Membri UE con la durata media di conclusione delle procedure esecutive più alta.

Da qui è nata l’idea di guardare ai sistemi dei Paesi europei più virtuosi, al fine di trarre ispirazione per una futura riforma della materia. In particolare, si è deciso di comparare l’esecuzione immobiliare italiana a quella francese, visto che quest’ultima presenta una struttura, in linea generale, assimilabile a quella del nostro ordinamento. Nello studio pubblicato, senza pretesa di esaustività, si sono dunque analizzate parallelamente le due procedure, evidenziandone i punti di contatto e le differenze sostanziali, nonché mettendo in luce gli aspetti su cui sarebbe opportuno intervenire per garantire l’efficienza e la celerità dell’esecuzione immobiliare italiana.
 


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