I giudici d’appello hanno esaminato in maniera puntuale gli elementi rilevanti posti a base degli accertamenti, stabilendo che la loro combinazione fornisce una valida prova presuntiva.
I reiterati scostamenti dalle risultanze degli studi di settore e le violazioni in materia di emissione degli scontrini fiscali costituiscono elementi che rendono intrinsecamente inattendibile la contabilità, benché questa risulti formalmente corretta, e legittimano l’Amministrazione finanziaria a determinare induttivamente il reddito del contribuente.
Questi i principi contenuti nell’ordinanza della Corte di cassazione n. 20632 del 31 agosto 2017.


