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La fuoriuscita dal regime fiscale semplificato per i contribuenti minimi: attenzione ai ricavi

Articolo 1, commi da 96 a 117, della legge finanziaria per il 2008.
Il regime dei contribuenti minimi è riservato alle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato esercenti attività di impresa, arti o professioni, che nell’anno solare precedente hanno conseguito (rileva il principio “di cassa”) ricavi o compensi in misura non superiore a 30.000 euro. In caso di inizio di attività in corso d’anno, il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.
Ci sono ulteriori condizioni da rispettare ma in quest’occasione preferiamo concentrarci sul tema del “limite ricavi”.
Il regime dei minimi cessa di avere efficacia (tra gli altri casi) quando il contribuente consegue ricavi o compensi superiori a 30.000 euro; in particolare:

  • il regime cessa di avere efficacia dall’anno successivo a quello in cui il contribuente supera i 30.000 euro di ricavi o compensi.
  • tuttavia, nel caso in cui i ricavi o compensi superano di oltre il 50% il limite di 30.000 euro il regime cessa di avere applicazione nell’anno stesso in cui avviene il superamento.

Nel secondo caso (ricavi superiori a 45.000 euro) il contribuente dovrà porre in essere gli ordinari adempimenti contabili ed extracontabili posti a carico degli imprenditori e dei professionisti con effetto retroattivo all’inizio del periodo d’imposta. Dovrà quindi, per esempio, effettuare lo scorporo dell’IVA per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, e versarla facendo salvo il diritto alla detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti.
In questo periodo dell’anno si rende quindi opportuno monitorare il livello raggiunto dal “fatturato” dei contribuenti minimi per poter gestire la restante parte dell’anno (posticipando per esempio al successivo periodo d’imposta, se possibile, l’incasso di ricavi che potrebbero comportare la fuoriuscita dal regime).

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