La prima sezione penale della Cassazione (con la sentenza 27.778) è intervenuta sulla delicata materia del diritto di cronaca, sancendo un principio rilevante: l’intervista non garantisce l’immunità al cronista rispetto alla affermazioni fatte dalla persona intervistata. Perciò, nel caso in cui si giunga a una condanna per diffamazione ai danni di quest’ultima, anche il giornalista deve risponderne, sia in sede civile che penale. Non potrà avvalersi, quindi, della scriminante del diritto di cronaca per sfuggire alle proprie responsabilità.
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LA CASSAZIONE CAMBIA IDEA: L’INTERVISTA NON SALVA IL CRONISTA
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