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IVA: RIMBORSO ANCHE AI NON RESIDENTI

I rimborsi dell’Iva ai non residenti che si sono registrati direttamente in Italia, secondo le disposizioni dell’art. 35-ter del dpr 633/72, sono effettuati dal concessionario della riscossione di Roma con la procedura del conto fiscale, anche in mancanza di un conto corrente nello stato.

Per questo, occorre comunicare al concessionario il numero del conto bancario o postale acceso all’estero, mentre si dovranno considerare i costi e i tempi necessari all’accreditamento delle somme, operazione che passa attraverso un istituto bancario italiano.

La fideiussione, se dovuta, potrà essere prestata anche da un’assicurazione, una banca o un intermediario finanziario estero, purché abilitati.

Queste alcune indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 44 di ieri, in materia di rimborso del credito risultante dalla dichiarazione annuale dell’Iva degli operatori residenti in altri paesi dell’Ue che abbiano provveduto, in forza delle disposizioni introdotte con l’art. 35-ter citato, a registrarsi direttamente come contribuenti Iva in Italia, anziché tramite il rappresentante fiscale.

L’Agenzia ricorda che con provvedimento dell’8/7/02 la competenza esclusiva a gestire i rapporti con i non residenti identificati ex art. 35-ter è stata attribuita all’ufficio di Roma 6, che attribuisce loro una speciale partita Iva.

Di conseguenza, anche il modello VR previsto per la richiesta di rimborso del credito annuale dell’Iva va presentato, da parte dei soggetti in esame, al concessionario della riscossione di Roma (via dei Normanni 5, 00184 Roma), nei termini ordinari (31/10/2003) e completo degli eventuali allegati prescritti.

Contestualmente alla presentazione del modello, o nei 40 giorni successivi, il contribuente deve chiedere l’accreditamento del rimborso al concessionario, indicando gli estremi del conto corrente bancario o postale, in modo da consentire l’esecuzione del rimborso con le ordinarie procedure di conto fiscale non solo ai titolari di un conto corrente nazionale, ma anche ai titolari di un conto corrente in altro stato.

Nel caso in cui venga prestata una garanzia rilasciata da imprese di assicurazione aventi sede in altri paesi dell’Ue, il concessionario e l’ufficio verificheranno l’ammissione a operare in regime di stabilimento o di libera prestazione di servizi nel territorio della repubblica, sulla base degli elenchi pubblicati trimestralmente nella G.U. dall’Isvap.

Per le fideiussioni rilasciate da banche estere, si effettueranno analoghi controlli in base agli elenchi pubblicati dalla Banca d’Italia.

Per quanto riguarda gli intermediari finanziari che svolgono in via esclusiva o prevalente l’esercizio dell’attività di rilascio di garanzie, occorrerà verificare l’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del citato dlgs.

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