ISA imprese edili senza ricavi: ok al CPB con rimanenze in aumento

Chiarimenti sull’individuazione dell’attività prevalente ai fini ISA per le imprese edili in assenza di ricavi ma con rimanenze in crescita.

Con Risposta n. 39 del 12 febbraio l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito all’individuazione dell’attività prevalente ai fini dell’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e della successiva adesione al concordato preventivo biennale.

Il caso affrontato riguardava una società immobiliare che, nel periodo d’imposta 2024, non aveva conseguito ricavi essendo ancora nella fase di realizzazione degli immobili per la futura vendita, ma aveva registrato un rilevante incremento delle rimanenze relative a immobili in corso di costruzione destinati alla rivendita. Il dubbio interpretativo nasceva dal fatto che le istruzioni ISA individuano l’attività prevalente sulla base dei ricavi, elemento che nel caso concreto risultava pari a zero.

L’Agenzia ha chiarito che l’assenza di ricavi, se collegata alla fisiologica fase di realizzazione degli immobili, non impedisce l’applicazione del modello ISA proprio del settore edilizio (ISA DG69U). Le variazioni delle rimanenze, infatti, rappresentano un indicatore significativo dell’attività caratteristica svolta e non configurano un’ipotesi di “non normale svolgimento dell’attività”.

Di conseguenza, l’impresa può individuare come attività prevalente quella di costruzione e sviluppo immobiliare, applicare il relativo modello ISA e, in presenza degli altri requisiti di legge, accedere al concordato preventivo biennale per il biennio 2025-2026.

L’orientamento dell’Amministrazione finanziaria privilegia dunque una lettura sostanziale dell’attività svolta, in linea con l’effettiva operatività delle imprese edili.

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