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In vigore il “Codice della Crisi e dell’Insolvenza”

In vigore, da venerdì 15 luglio 2022, la quasi totalità del corpo normativo denominato “Codice della Crisi e dell’Insolvenza” previsto dalla legge 155 del 19 ottobre 2017.

L’entrata in vigore era stata più volte rinviata (e modificata nei contenuti).

La principale novità, per le imprese che non sono ancora in crisi, è rappresentata dall’obbligo:

  • per l’imprenditore individuale di «adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte»;
  • per l’imprenditore collettivo (società ed enti) di adottare «un assetto organizzativo adeguato ai sensi dell’articolo 2086 del codice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative».

Il Codice prevede attività finalizzate alla prevenzione della crisi messe in atto anche da creditori istituzionali (Agenzia Entrate, INAIL, INPS ed Agenzia delle Entrate-Riscossione). Proprio in questi giorni l’Agenzia Entrate ha iniziato ad inviare una “Lettera di Compliance” a coloro che, sulla base delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche, presentano un debito Iva scaduto di importo superiore ad Euro 5.000; la lettera, in questo caso, non è un semplice richiamo ad adempiere, ma rappresenta un invito ad esaminare tempestivamente una situazione potenzialmente critica a cui l’imprenditore potrebbe ancora porre rimedio ricorrendo alle opportune procedure.

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