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Il Jobs Act è legge

È stato approvato in data 10 maggio il Disegno di Legge n. 2233-B, il cosiddetto “Jobs Act” per il lavoro autonomo.
Il provvedimento deve ora essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e prevede numerose misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale, tra cui sono compresi, quindi, i professionisti.
 
Le principali novità in sintesi:

  • estensione dell’applicazione del D. Lgs 9 ottobre 2002 n. 231, in materia di interessi, alle transazioni commerciali stipulate tra lavoratori autonomi e imprese, lavoratori autonomi e Pubbliche amministrazioni, lavoratori autonomi;
  • l’abusività di clausole contrattuali che attribuiscono al committente la facoltà di modifiche unilaterali alle condizioni di contratto, di recedere senza un congruo preavviso o che prevedono termini di pagamento superiori a 60 giorni;
  • l’abusività  del rifiuto da parte del committente di stipulare il contratto in forma scritta;
  • il riconoscimento al lavoratore autonomo dei diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali e invenzioni realizzati nell’esecuzione del contratto di lavoro;
  • la disapplicazione del limite di deducibilità nella misura del 75% nel limite del 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta per le spese di vitto e alloggio sostenute dai lavoratori autonomi nell’ambito di un incarico, se vengono addebitate analiticamente al committente. Inoltre tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente, non costituiscono compenso in natura per il lavoratore autonomo. Queste nuove regole si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017;
  • il divieto dell’estinzione del rapporto di lavoro, in caso di attività in via continuativa, per gravidanza, malattia e infortunio dei lavoratori autonomi  se l’astensione dal lavoro non supera i 150 giorni;
  • l’ampliamento delle prestazioni di maternità e malattia per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione Separata;
  • l’introduzione di norme per favorire la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici, tra cui l’equiparazione dei lavoratori autonomi alle Pmi e la possibilità di costituire reti di professionisti, di partecipare a reti d’impresa, di costituire consorzi stabili professionali e di costituire associazioni temporanee professionali;
  • la modifica del regime di deducibilità delle spese sostenute per la formazione dal professionista.

Fonte: Disegno di Legge n. 2233-B

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