Lo stato italiano condannato a risarcire al contribuente i danni da imposta ingiusta anche se il contribuente non può più chiedere il rimborso in quanto è trascorso il termine di decadenza.
Per fare causa ci sono, quindi, cinque anni di tempo con l’azione ex art. 2043 del c.c..
Questo il principio applicato dalla Corte d’appello di Caltanissetta nella sentenza n. 214 depositata il 26 luglio 2005, che non ha precedenti.
La pronuncia ha riconosciuto a una società, assistita dall’avvocato Giancarlo Cipolla di Milano, il diritto a ricevere quasi 35 mila euro a titolo di risarcimento danni per avere dovuto pagare l’imposta di registro su un atto di fusione societaria per incorporazione. L’imposta è risultata applicata in violazione della direttiva comunitaria 69/335 Ce, non recepita dallo stato italiano.


