Newsletter Garante Privacy n. 456 del 22 luglio 2019.
Con il provvedimento n. 144 del 20 giugno 2019 il Garante per la protezione dei dati personali ha chiarito che, in casi particolari, il diritto all’oblio può essere invocato anche partendo da dati presenti sul web che non siano il nome e il cognome dell’interessato, nel caso in cui essi lo rendano comunque identificabile, anche in via indiretta.
Il Provvedimento è stato emanato in seguito al reclamo di un professionista che aveva richiesto a Google, senza risultato, la deindicizzazione di una Url che risultava reperibile on line e che faceva riferimento ad una notizia, non più attuale e non aggiornata, relativa ad un rinvio a giudizio avvenuto dieci anni prima.
Questa pagina, in particolare, era raggiungibile non digitando il nome del professionista, ma semplicemente digitando il riferimento alla sua qualifica di presidente di una determinata cooperativa.


