Uno dei cardini della riforma fiscale riguarda l’abolizione del credito di imposta sui dividendi.
Attualmente viene previsto un trattamento del socio qualificato differente rispetto a quello non qualificato.
Il primo fa concorrere al reddito Irpef il 40% del dividendo; il secondo subisce una tassazione secca del 12,50 per cento.


