Con il 1º maggio è arrivata la nuova Europa a 25 e dal punto di vista doganale e fiscale sorgono problemi dal non completo adeguamento dei 10 Stati aderenti alle regole e agli adempimenti richiesti dalla Comunità.
Non tutti i Paesi aderenti hanno infatti fornito agli operatori il codice identificativo per gli scambi comunitari e, in qualche caso, neppure il codice accisa.
Questo potrà creare delle difficoltà agli operatori nazionali che in questi giorni debbono cedere delle merci a operatori residenti in uno dei suddetti Paesi membri.
Si ricorda che la circolare 13/D del 23 febbraio 1994 prevede espressamente che in assenza del codice identificativo, perché non ancora attribuito al cessionario comunitario, il cedente può operare ugualmente secondo le regole delle cessioni intracomunitarie a condizione che il cessionario dimostri di essere soggetto passivo d’imposta nello Stato di residenza.


