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Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale: compiti e poteri

Con la Circolare del 18 maggio 2016 il Ministero della Giustizia ha informato circa i compiti e poteri del del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, figura introdotta nel nostro ordinamento dal Decreto legge 23.12.2013 n.146.

Compiti

Ai sensi del D.L. 146/2013, Art.7 comma 5, l’ufficio del Garante Nazionale:

  • vigila, affinché l’esecuzione della custodia dei detenuti, degli internati, dei soggetti sottoposti a custodia cautelare in carcere o ad altre forme di limitazione della libertà personale sia attuata in conformità alle nonne e ai principi stabiliti dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali sui diritti umani ratificate dall’Italia, dalle leggi dello Stato e dai regolamenti;
  • visita, senza necessità di autorizzazione, gli istituti penitenziari, gli ospedali psichiatrici giudiziari e le strutture sanitarie destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, le comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque le strutture pubbliche e private dove si trovano persone sottoposte a misure alternative o alla misura cautelare degli arresti domiciliari, gli istituti penali per minori e le comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria, nonché, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza delle Forze di polizia, accedendo, senza restrizioni, a qualunque locale adibito o comunque funzionale alle esigenze restrittive;
  • prende visione, previo consenso anche verbale dell’interessato, degli atti contenuti nel fascicolo della persona detenuta o privata della libertà personale e comunque degli atti riferibili alle condizioni di detenzione o di privazione della libertà;
  • richiede alle amministrazioni responsabili delle strutture indicate alla lettera b) le informazioni e i documenti necessari; nel caso in cui l’amministrazione non fornisca risposta nel termine di trenta giorni, informa il magistrato di sorveglianza competente e può richiedere l’emissione di un ordine di esibizione;
  • formula specifiche raccomandazioni all’amministrazione interessata, se accerta violazioni alle norme dell’ordinamento ovvero la fondatezza delle istanze e dei reclami proposti ai sensi dell’articolo 35 della legge 26 luglio 1975, n. 354. L’amministrazione interessata, in caso di diniego, comunica il dissenso motivato nel termine di trenta giorni.

Poteri

Come previsto dall’art. 20 del Protocollo Opzionale alla Convenzione Contro la Tortura (OPCAT ) il Garante come NPM ha:

  • accesso ad ogni informazione circa il numero di persone private delle libertà nei luoghi di detenzione, nonché sul numero di tali luoghi e sulla loro dislocazione;
  • accesso ad ogni informazione circa il trattamento di tali persone e circa le loro condizioni di detenzione;
  • accesso a tutti i luoghi di detenzione e alle relative installazioni e attrezzature,
    la possibilità di avere colloqui riservati con le persone private della libertà, senza testimoni, direttamente o tramite un interprete se ritenuto necessario, nonché con qualunque altra persona che i meccanismi nazionali di prevenzione ritengano possa fornire informazioni rilevanti;
  • la libertà di scegliere i luoghi che intendono visitare e le persone con cui avere un colloquio;
  • il diritto ad avere contatti con il Sottocomitato sulla prevenzione, di trasmettergli informazioni e di avere incontri con esso.
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