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Entro il 2040 ci saranno 3 milioni e 135 mila lavoratori in meno

Il declino demografico in atto nel nostro Paese rappresenta una minaccia per la sua competitività.
L’Italia è uno dei Paesi dove le trasformazioni prodotte dalla riduzione delle nascite e dall’invecchiamento della popolazione producono, già da tempo, effetti rilevanti a livello sociale. Questi effetti sono destinati ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni se, come previsto dall’Istat, il decremento demografico registrato nell’ultimo decennio si consoliderà ulteriormente.
Il record occupazionale raggiunto nel 2024 grazie a una serie di interventi sistemici che hanno accresciuto l’efficacia dei meccanismi di incontro domanda e offerta e delle stesse politiche del lavoro, passate da una logica passiva a una proattiva, rischia nei prossimi anni di essere attutito dalle dinamiche demografiche in atto.
A determinare la riduzione dei livelli occupazionali, si legge nel rapporto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro “Rendere la sfida demografica sostenibile”, presentato a Roma nel corso della conferenza stampa del Festival del Lavoro, sarà il calo della popolazione in età attiva, tra i 15 e 64 anni, previsto in 1 milione 167 mila al 2030 e in oltre 5 milioni al 2040.

Entro il 2030, secondo l’Istat, la popolazione italiana in età lavorativa arriverà a 36 milioni 268 mila, registrando in soli cinque anni un calo di 1 milione 167 mila persone (-3,1%). Nel decennio successivo, la contrazione sarà ancora più marcata, con una riduzione di 3 milioni 879 mila unità, pari al 10,7%; rispetto agli attuali livelli, la perdita prevista sarebbe di oltre cinque milioni (-13,5%). 
Se questo andamento, che emerge dalle elaborazioni effettuate a partire dalle proiezioni demografiche dell’Istat, venisse confermato, l’impatto sui livelli occupazionali potrebbe essere rilevante. Ipotizzando che il tasso di occupazione resti costante, al livello del 2024, si potrebbe avere entro il 2030 una contrazione di oltre 722 mila occupati, mentre nel 2040 il calo potrebbe arrivare a 3 milioni 135 mila.

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