L’avvocato che assume incarichi tramite un’agenzia e quindi svolge attività professionale senza ricevere il mandato diretto della parte assistita, ponendo in essere un’ipotesi di “non consentito accaparramento della clientela”, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante.
Così si è espresso il Consiglio Nazionale Forense, con la sentenza n. 104 del 12 settembre 2018.


