Un intervento allineato con l’Europa e, per alcuni aspetti, anche con gli Stati Uniti.
Il progetto di riforma del diritto fallimentare che il Governo ha approvato nell’ambito del pacchetto competitività rinuncia, anche per ragioni legate all’esiguità del tempo a disposizione, a una riforma complessiva dell’intero fenomeno fallimento per puntare sull’aggiustamento delle procedure concorsuali e, in particolare, di alcuni aspetti della liquidazione.
Non si tratta però di una scelta di piccolo conto, visto che a essere interessati sono istituti come le revocatorie, il concordato preventivo e gli accordi stragiudiziali di ristrutturazione dei debiti, con l’aggiunta significativa dell’esdebitazione.


