Decreto Lavoro: esonero contributivo per le imprese e nuove misure per la genitorialità

Il nuovo Decreto Lavoro (D.Lgs. n. 62/2026) introduce un incentivo contributivo mirato a favorire la conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa, con particolare attenzione a maternità, paternità e politiche di pari opportunità.

In base all’articolo 6 del provvedimento, a partire dall’entrata in vigore della legge di conversione, le imprese in possesso delle certificazioni previste dalla normativa sulla parità di genere potranno beneficiare di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino a un massimo dell’1%, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda, nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato.

L’agevolazione sarà riparametrata su base mensile secondo criteri che saranno definiti con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con le altre amministrazioni competenti, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. Il provvedimento disciplinerà inoltre le modalità di accesso all’esonero, le procedure di acquisizione e la durata delle certificazioni.

La misura è finanziata nel limite di 7 milioni di euro per il 2026 e di 12 milioni di euro annui per il biennio 2027-2028. A garantire il rispetto dei tetti di spesa sarà l’INPS, chiamato a monitorare gli effetti finanziari e a trasmettere periodicamente le relative risultanze alle amministrazioni competenti.
Accanto all’incentivo contributivo, il decreto prevede anche misure di promozione per le imprese certificate affidate all’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che opererà con risorse già disponibili a legislazione vigente.

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