Decreto carburanti-bis: proroga taglio accise e incentivi alle imprese

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 167 del 3 aprile, ha approvato il decreto-legge n. 42/2026, contenente misure urgenti per contenere gli effetti dell’aumento dei costi dei carburanti e sostenere imprese ed economia
Il decreto è già entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 78 dello scorso 3 aprile.

Il nuovo decreto, noto come “decreto carburanti bis”, modifica il precedente (n. 38/2026 del 27 marzo) ed interviene sulle misure in materia di accise, con la rideterminazione temporanea, dall’8 aprile al 1° maggio 2026, delle aliquote su benzina, gasolio, GPL e gas naturale usati come carburanti, nonché delle aliquote applicate ai biocarburanti. Questa misura conferma e prosegue le disposizioni del primo decreto carburanti, tenendo conto dell’eccezionale aumento dei prezzi dei prodotti energetici.

Il testo recepisce inoltre l’accordo con le imprese per gli incentivi agli investimenti del piano Transizione 5.0. In base all’intesa con le organizzazioni datoriali rappresentative di categoria, sono stati potenziati i contributi da riconoscere alle imprese che hanno effettuato gli investimenti in materia di digitalizzazione ed efficienza energetica, rafforzando il credito d’imposta per chi aveva già presentato istanza ma non avevano trovato copertura nelle risorse inizialmente disponibili.

Il decreto introduce anche un credito d’imposta a favore delle imprese agricole per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’attività produttiva, con l’obiettivo di attenuare gli effetti del caro energia sul comparto primario. 
Infine, vengono modificate le regole sui finanziamenti agevolati a valere sul fondo per la promozione integrata, destinati a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane colpite dal rincaro dei costi energetici o dalle conseguenze del conflitto, incrementando la quota di cofinanziamento a fondo perduto per le Piccole e Medie Imprese.

Le misure, si legge nel Comunicato Stampa del Governo, si applicano alle domande presentate entro il 31 dicembre 2026, relative a investimenti per la transizione digitale o ecologica e per imprese che abbiano subito effetti negativi in termini di costi energetici, fatturato o flussi di cassa.

ALTRI APPROFONDIMENTI

I numeri chiave per guidare la PMI – Oltre la superficie: come il CAGR rivela la vera crescita della tua PMI

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
Per un imprenditore alla guida di una PMI italiana, guardare solo la crescita del fatturato da un anno all'altro può essere ingannevole. Le fluttuazioni del mercato, l'inflazione o un singolo...

La Posizione Finanziaria Netta (PFN) nell’architettura negoziale: oltre la metrica ESMA verso la determinazione dell’Equity Value

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
La Posizione Finanziaria Netta non è soltanto un indicatore finanziario, ma una delle principali leve nella determinazione del prezzo nelle operazioni straordinarie. Il documento del CNDCEC approfondisce i criteri per...

I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Rapporto di leva (Leverage)

FOCUS TEMATICO
Redazione AteneoWeb
La leva misura come è strutturata la "piramide" dello Studio. Indica quanti operativi ci sono per ogni partner....

Aggiungi AteneoWeb alle tue fonti preferite su Google

Da qualche giorno, anche in Italia Google ha introdotto una funzione che consente di avere maggiore controllo sulle notizie visualizzate.

Quiz Cybersecurity e Modello 231

La tua azienda è davvero protetta?
Scoprilo in 2 minuti.

Resta sempre aggiornato su fisco, lavoro e normativa

Informazioni chiare e selezionate, pensate per i professionisti, direttamente nella tua e-mail.