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Ddl Femminicidio: la misura dell’ammonimento estesa ai ‘reati-spia’

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 38 del 7 giugno ha approvato un disegno di legge che introduce disposizioni per il contrasto alla violenza sulle donne e contro la violenza domestica, tramite il quale il Governo intende:

  • velocizzare le valutazioni preventive sui rischi che corrono le potenziali vittime di femminicidio o di reati di violenza contro le donne o in ambito domestico;
  • rendere più efficaci le azioni di protezione preventiva;
  • rafforzare le misure contro la reiterazione dei reati a danno delle donne e la recidiva;
    migliorare la tutela complessiva delle vittime di violenza.

Tra le principali misure introdotte il rafforzamento dell’“ammonimento” da parte del questore: il Ddl approvato, in particolare, estende i casi in cui si può applicare l’ammonimento, includendo ora anche i cosiddetti “reati-spia”, ossia quei reati che avvengono nel contesto delle relazioni familiari ed affettive (attuali e passate): percosse; lesione personale; violenza sessuale; violenza privata; minaccia grave; atti persecutori; diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti; violazione di domicilio; danneggiamento.

Previsto anche l’aggravamento di pena nel caso in cui i reati di violenza domestica o contro le donne siano commessi da un soggetto ammonito, anche se la vittima è diversa da quella che ha effettuato la segnalazione per cui è stato adottato l’ammonimento.
Per la richiesta di revoca dei provvedimenti, i soggetti ammoniti dovranno aspettare almeno 3 anni e dovranno avere ottenuto valutazioni positive in appositi percorsi di recupero.

Ampliata infine la definizione dei reati di “violenza domestica”, comprendendo quelli avvenuti in presenza di minorenni.

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