Anche l’Inps, così come ogni altro ente previdenziale, deve comunicare le informazioni ai pensionati in maniera chiara e comprensibile. E se il ´burocratese’ rende difficile la comprensione dei dati personali trattati dalla pubblica amministrazione, la legge 675/96 sulla privacy offre comunque un sistema per pretendere informazioni chiare. Questa la sintesi di un provvedimento del garante, che ha visto prevalere le ragioni di un pensionato alle prese con criptici tabulati di un ente previdenziale. Infatti, il diritto di avere accesso al complesso dei dati personali riconosciuto dalla legge sulla privacy ha caratteristiche peculiari e non deve essere confuso con il diverso diritto di accesso ai documenti amministrativi (legge 241/1990).
In particolare la legge sulla privacy, se non risulta possibile decifrare le informazioni personali (nel caso in esame, dalle stampe relative ai pagamenti della pensione), impone all’ente di inserire criteri, informazioni aggiuntive o codici interpretativi.
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