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Cybersicurezza nell’Unione Europea: il CdM approva il decreto di recepimento della direttiva UE

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 85 del 10 giugno, ha approvato un decreto legislativo relativo al recepimento della direttiva (UE) 2022/2555, relativa a misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione, che risponde all’esigenza di rafforzare la resilienza e la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione Europea.

Queste le principali novità introdotte:

  • l’ampliamento dell’ambito soggettivo di applicazione della disciplina;
  • distinzione tra “soggetti essenziali” e “soggetti importanti” re l’adozione di un criterio dimensionale per la loro individuazione;
  • la razionalizzazione dei requisiti minimi di sicurezza e delle procedure di notifica obbligatoria;
  • l’adozione di un approccio “multirischio”;
  • la regolamentazione della divulgazione coordinata delle vulnerabilità (CVD) e le specifiche funzioni di coordinamento attribuite agli CSIRT nazionali;
  • l’implementazione delle misure di cooperazione, al fine di sostenere la gestione coordinata a livello operativo degli incidenti e delle crisi di cybersicurezza su vasta scala.

Sono esclusi dall’ambito di applicazione della direttiva i soggetti operanti in settori della sicurezza nazionale, la pubblica sicurezza o la difesa, il contrasto, comprese la prevenzione, le indagini, l’accertamento e il perseguimento dei reati, Parlamenti e banche centrali. Il capo relativo alla vigilanza e alle sanzioni non si applica agli organi Costituzionali e di rilievo costituzionale.
Un materia di cooperazione la nuova direttiva introduce Gruppo di Cooperazione NIS2, e prevede uno specifico apparato sanzionatorio, più severo e armonizzato a livello europeo, allo scopo di garantire una maggiore uniformità e deterrenza in tutta l’UE. Le sanzioni sono adeguate alle previsioni di cui alla direttiva e prevedono sanzioni amministrative pecuniarie fino a 10.000.000 di euro.

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