Crisi d’impresa, l’Agenzia delle Entrate pubblica la Parte II della circolare n. 9/E su sovraindebitamento ed esdebitazione

Disponibile la versione definitiva della circolare dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli strumenti di gestione del sovraindebitamento e alla liberazione dai debiti. Il documento recepisce i contributi emersi dalla consultazione pubblica.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 21 ottobre 2026 la versione definitiva della Parte II della Circolare n. 9/E, dedicata agli istituti del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019) che presentano profili di interesse per l’Amministrazione finanziaria.

Il documento, che recepisce le osservazioni pervenute dagli operatori durante la consultazione pubblica avviata il 26 giugno e conclusa il 24 luglio 2026, approfondisce la disciplina del sovraindebitamento e dell’esdebitazione, con un taglio sistematico e operativo rivolto anche a favorire l’uniformità dell’azione degli Uffici.

Ristrutturazione dei debiti, concordato minore e liquidazione controllata

La circolare esamina anzitutto le disposizioni generali sul sovraindebitamento e sull’esdebitazione, contenute negli articoli 65 e 66 del Codice, per poi analizzare i principali strumenti previsti per i debitori non assoggettabili alla liquidazione giudiziale.

In particolare, la trattazione riguarda la ristrutturazione dei debiti del consumatore (articoli 67-73), il concordato minore (articoli 74-83) e la liquidazione controllata del sovraindebitato (articoli 268-277).

Un approfondimento specifico è riservato all’esdebitazione, disciplinata dagli articoli 278-283, che consente, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, la liberazione dai debiti residui. La circolare considera sia l’esdebitazione conseguente alla liquidazione controllata sia quella del sovraindebitato incapiente, istituto di carattere eccezionale.

L’analisi affronta le condizioni di accesso alle procedure, le relative fasi, gli effetti dell’omologazione e le ipotesi di revoca, soffermandosi anche sul ruolo degli Organismi di composizione della crisi (OCC). 

L’obiettivo è fornire agli Uffici indicazioni operative per un’applicazione uniforme della disciplina, tenendo conto dei profili di interesse per l’attività dell’Amministrazione finanziaria e del bilanciamento tra tutela del debitore e soddisfazione dei creditori.

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