Credito Transizione 4.0: la continuità aziendale salva l’agevolazione

L’Agenzia delle Entrate chiarisce come si applica il credito d’imposta Transizione 4.0 in presenza di operazioni straordinarie, continuità aziendale e interconnessione tardiva dei beni agevolati.

Con la Risposta a interpello n. 139 del 10 luglio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha affrontato il caso di una società che, dopo aver effettuato nel 2021 e nel 2022 investimenti in beni materiali Industria 4.0, è stata interessata da una complessa vicenda societaria, caratterizzata da una temporanea fase di liquidazione, dall’affitto di un ramo d’azienda e da una successiva scissione. L’istanza chiedeva chiarimenti sulla spettanza del credito d’imposta, considerato che l’interconnessione dei macchinari era avvenuta solo nel 2025 e che il ramo d’azienda, comprensivo dei beni agevolati, sarebbe stato trasferito alla società beneficiaria della scissione.

Le conclusioni dell’Agenzia

L’Agenzia riconosce il diritto al credito d’imposta, rilevando che la temporanea liquidazione non aveva finalità liquidatorie ma era inserita in un percorso volto a garantire la continuità aziendale, poi confermata dalla revoca dello stato di liquidazione e dalla prosecuzione dell’attività. 

Quanto all’interconnessione avvenuta nel 2025, ribadisce che il differimento non fa perdere il beneficio purché il ritardo sia giustificato da circostanze oggettive e adeguatamente documentate, mentre la fruizione del credito decorre dal momento dell’interconnessione. 

Infine, l’Agenzia conferma che, nell’ambito della scissione, il credito d’imposta può essere fruito dalla società beneficiaria del ramo d’azienda che comprende i beni agevolati, a prescindere dal carattere “non proporzionale” dell’operazione, in quanto il trasferimento del complesso aziendale non compromette la finalità dell’agevolazione.

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