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CREDITI, PROCEDURE CONCORSUALI E IVA: NON TUTTO E’ PERDUTO

Arrivati all’ultimo trimestre dell’anno e’ piu’ che mai opportuna una strategia di pianificazione imprenditoriale/fiscale e di eliminazione delle diseconomie nei vari settori di attivita’.

Una verifica che suggeriamo riguarda i crediti eliminati dal bilancio per effetto dell’intervenuto fallimento del cliente o dell’assoggettamento dello stesso ad altra procedura concorsuale.

L’articolo 66, comma 3 del T.U.I.R. stabilisce infatti che le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e IN OGNI CASO, per le perdite su crediti, SE IL DEBITORE E’ ASSOGGETTATO A PROCEDURE CONCORSUALI.

Seguendo questo dettato, quasi tutte le imprese eliminano il credito dal bilancio e recuperano, almeno fiscalmente, la perdita.

Ma attenzione a non dimenticarsi del credito.

Non tutto e’ perduto !

Non si fa riferimento soltanto al possibile auspicabile recupero che potrebbe derivare dall’attivita’ della curatela, ma a quanto l’impresa puo’ fare per un futuro recupero del credito.

Per tutti i crediti per i quali era stata emessa fattura nei confronti di soggetti successivamente sottoposti a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata, altre procedure speciali e/o minori), anche se di vecchia data, occorre verificare se la procedura e’ ancora “aperta” ossia non e’ ancora stato depositato il decreto di chiusura.

Dal momento in cui e’ stato depositato il piano di riparto finale – e per la parte non incassata – e’ infatti possibile da parte dell’impresa emettere una nota di variazione di sola IVA (in base all’art. 26, comma 2 del decreto IVA), recuperando almeno in parte il proprio credito.

Una lettera al curatore, in questo caso, puo’ servire a ricostruire la posizione e a prevedere i tempi del recupero.

Questa previsione puo’ avere effetti anche in termini di bilancio, in quanto il credito per IVA, anche se da collocarsi tra i crediti oltre i 12 mesi, non e’ certamente perso.

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