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Contributi integrativi indeducibili: si tratta di oneri a carico dei clienti

La regola vale anche nell’ipotesi in cui il professionista iscritto all’ente previdenziale, pur avendo maturato il diritto alla rivalsa, per qualsiasi motivo, di fatto, non lo esercita.

Le somme dovute, per legge, alla propria Cassa previdenziale ed evidenziate in fattura, sono a carico del cliente e, quindi, non deducibili dal reddito del professionista. A confermare, per gli iscritti all’Epap, i princìpi già espressi a proposito dei contributi di commercialisti, ingegneri e architetti, la Cassazione, con la sentenza 20784 del 14 ottobre 2016.

La vicenda è quella di un professionista, cui veniva notificata una cartella di pagamento, emessa all’esito del controllo ai sensi dell’articolo 36-bis del Dpr 600/1973, per il recupero di imposte dovute per l’annualità 2000.
In particolare, l’ufficio contestava l’indebita deduzione dal reddito di oneri per contributi previdenziali obbligatori, denominati contributi integrativi, versati su richiesta dell’Epap (ente gestore della previdenza obbligatoria degli attuari, dei chimici, dei dottori agronomi e forestali e dei geologi), per gli anni dal 1996 al 1999, in base all’articolo 4, comma 3, del Dlgs 103/1996.

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