La sentenza sull’IRAP n. 156/2001 della Corte Costituzionale apre uno scenario inatteso, con problematiche di vasta portata, non solo per il gettito dell’imposta (più di 50 mila miliardi all’anno), ma per gli effetti indiretti sul sistema tributario prodotti dalla tendenza della Consulta a emettere decisioni interpretative, che non abrogano norme illegittime, ma le correggono adattandole e rendendole meno irrazionali. Questo tipo di pronunce, anziché semplificare la vita degli uffici e dei contribuenti, la complica provocando nuove contese e adattamenti comportamentali elusivi. La linea interpretativa degli ultimi dieci anni del giudice delle leggi, in relazione all’art. 53 Cost. è quella di concepire estensivamente il principio della capacità contributiva, consentendo al legislatore di tassare qualsiasi manifestazione di ricchezza, anche potenziale.
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CONTRADDITTORIA LA SENTENZA DELLA CONSULTA SULL’IRAP
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