La prospettiva di vendita di una partecipazione e la possibilità di ridurre la plusvalenza è il motivo principale che consiglia al contribuente di rivalutare le partecipazioni detenute al 1º gennaio scorso. Infatti il valore derivante dalla perizia, su cui verrà corrisposta l’imposta sostitutiva del 2% o 4%, viene assunto quale dato con cui confrontare il corrispettivo delle future cessioni e determinare la plusvalenza realizzata. Per valutare la convenienza o meno della rivalutazione è necessario considerare una serie di variabili quali: l’incidenza del corrispettivo di cessione sul costo d’acquisto.
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