In una sentenza della Cassazione, la 12658/02 depositata lo scorso 29 agosto viene detto esplicitamente che l’istanza di condono non rappresenta una confessione a carico del contribuente. Ne consegue che la sola circostanza che il contribuente abbia presentato un’istanza di condono non rappresenta quindi un elemento sufficiente per fondare un accertamento a suo carico, basandosi sui dati inseriti nella sua adesione al provvedimento di clemenza fiscale. Una precedente sentenza della Suprema Corte aveva invece confermato la correttezza dell’accertamento a carico di una società, anche tenendo conto della circostanza che questa aveva proposto domanda di condono (n° 11239 depositata il 30 Luglio).
(Fonte: Il Sole 24 Ore)
Fonte:


