Si chiamerà “Piano d’azione per lo sviluppo”, sarà a due velocità e non avrà costi per lo Stato.
Gli strumenti saranno due: uno rapido che sarà inserito in un decreto legge e l’altro più a lunga scadenza che seguirà l’iter del disegno di legge.
I filoni d’intervento sono molti: si va dalle semplificazioni amministrative a quelle della giustizia civile, dalla riforma degli ordini professionali, al riordino degli incentivi alle imprese ad un nutrito pacchetto sul welfare.


