L’unificazione delle Casse di previdenza di dottori commercialisti e ragionieri sarà deliberata dai due enti di categoria, cui il decreto legislativo 509/94 ha riconosciuto autonomia. L’unificazione delle Casse, infatti, dovrebbe essere la ricaduta della nuova professione economico-contabile che comprenderà, in un solo Albo e nella medesima sezione, dottori commercialisti e ragionieri, essendo garantita la distinta annotazione dell’Ordine o Collegio di provenienza, dell’anzianità di iscrizione e del titolo di studio. Il ministero del Lavoro, attraverso Brambilla, riconosce come la natura delle Casse – soggetti di diritto privato con poteri di autoregolazione – non permette «un’operazione incisiva, come l’unificazione, al di fuori di determinazioni» delle stesse associazioni previdenziali. Tra l’altro, l’esperienza delle Casse di dottori e ragionieri potrebbe servire come punto di riferimento per eventuali altre fusioni in ambito previdenziale.
(Fonte: Il Sole 24Ore)
QUESTO ARTICOLO HA PIÙ DI 1 ANNO
COMMERCIALISTI, SULLA PREVIDENZA PAROLA ALLE CASSE
Fonte:


