Con l’obiettivo di garantire l’equilibrio finanziario per gli anni a venire il Consiglio di amministrazione della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti il 28 novembre ha disposto l’aumento delle aliquote contributive dal 6 al 10%, per la prima fascia di reddito (48.250 euro, pari a lire 93.425.000), e dal 2 al 4% per i redditi superiori a tale fascia. Vengono previsti nuovi coefficienti di calcolo delle pensioni, dal 2% all’1,75% per il primo scaglione di reddito, e dallo 0,6% allo 0,5%, che comporteranno, per il futuro, una riduzione delle prestazioni. Ma anche un limite massimo di erogazioni di 147,725 milioni lire, a valori 2001, da rivalutare ISTAT.
(Fonte: ItaliaOggi)
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COMMERCIALISTI, PENSIONE PIU’ CARA
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