Che fine ha fatto il Testo Unico IVA? Arrivederci al 2027

Per mesi, commercialisti, responsabili amministrativi e operatori del settore hanno cerchiato in rosso sul calendario la data del 1° gennaio 2026. Quello doveva essere il giorno zero: l’addio allo storico D.P.R. 633/1972 e l’ingresso in una nuova era con l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico IVA.

La genesi del nuovo Testo Unico sembrava ben avviata. Il 14 luglio 2025, il Consiglio dei Ministri aveva approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo. L’obiettivo era ambizioso ma chiaro: riordinare una materia stratificata in oltre cinquant’anni di modifiche, raccogliendo in un unico corpus normativo (composto da 171 articoli) le disposizioni sparse in decine di leggi speciali, decreti legge e decreti legislativi.

Eppure, mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno, del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale non v’è traccia operativa per l’immediato futuro. Che fine ha fatto la riforma? La risposta arriva proprio dalle cronache parlamentari e governative più recenti: il progetto non è scomparso, ma è stato messo “in pausa”.

La “doccia fredda” sulle tempistiche è arrivata con il Decreto Milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 dicembre 2025. Di fronte al rischio di creare un “ingorgo normativo” e mettere in difficoltà le software house e gli studi professionali, il Governo ha optato per la prudenza: l’entrata in vigore dei nuovi Testi Unici tributari, compreso quello IVA, è stata ufficialmente posticipata al 1° gennaio 2027.

Cosa dobbiamo aspettarci ora? Lo scenario più probabile è che il 2026 diventi un anno di “transizione attiva”. Il testo approvato in via preliminare non verrà cestinato, ma subirà un’opera di “limatura” tecnica. È prevedibile che il Governo utilizzi i prossimi mesi per recepire le osservazioni delle Commissioni parlamentari e degli ordini professionali, correggendo errori materiali e aggiornando i riferimenti alle ultime novità unionali, come le norme del pacchetto ViDA (VAT in the Digital Age) che stanno per essere finalizzate a Bruxelles).

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