La “valutazione automatica” degli immobili non si può applicare qualora il bene oggetto di tassazione sia dotato di una rendita catastale che fotografa una situazione di fatto mutata dopo il classamento e mai denunciata al Catasto: è quanto afferma la sentenza n. 11325/01 depositata il 29 agosto nella cancelleria della Sezione tributaria della Corte di Cassazione e di prossima pubblicazione su «Guida Normativa».
La Corte Suprema, in particolare, richiama una sua precedente giurisprudenza non esattamente in termini (ma sicuramente adattabile alla questione qui in commento) per la quale la valutazione automatica non è praticabile nel caso di immobili privi di rendita catastale. In tal caso, infatti, l’immobile in questione, che abbia subìto modificazioni fisiche o anche solo un mutamento di destinazione, va considerato come un immobile privo di rendita e, pertanto, non suscettibile di esser sottoposto a valutazione automatica.
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