Durante una riunione del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, svoltasi a Foggia il 3 settembre scorso, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha evidenziato come Carabinieri, Ispettori del lavoro e Centri per l’impiego saranno le risorse su cui punterà il nuovo piano triennale contro lavoro nero e caporalato.
“Oggi siamo qui per dichiarare ancora una volta guerra al caporalato e al lavoro nero”, ha dichiarato il Ministro. “È finita l’epoca dei numeri in cui le ispezioni servivano solo a riempire tabelle: l’obiettivo è lavorare a un cronoprogramma con piani triennali di contrasto al caporalato che veda una repressione ma anche una prevenzione e con verifiche che lasceranno in pace gli imprenditori onesti”.
E ancora: “Se i centri per l’impiego funzionassero non esisterebbe il caporalato, così come se funzionasse il trasporto pubblico”, ha aggiunto Di Maio. “È il momento di fare sistema, di mettere insieme tutte le sinergie perché il caporalato non è solo un problema del Sud ma di tutte le regioni italiane”.
È chiaro, infatti che “non possiamo localizzare un fenomeno illegale in una area del paese e pensare che risolto lì la questione abbiamo risolto il problema, ha concluso, chi lo pensa è un disonesto”. Nessuna generalizzazione, però, l’obiettivo è “tutelare le imprese corrette, tirare fuori le aziende che al momento sono sotto la minaccia della criminalità e premiare chi si comporta bene”.


