Parole che pesano quelle che hanno scandito ieri i contenuti della relazione annuale di Luigi Scimìa, neo presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione, in occasione dell’assemblea annuale della Covip.
La previdenza complementare in Italia stenta a decollare come dimostrano i numeri e le tendenze dell’industria dei fondi pensione relativi al 2004 e ai primi mesi del 2005.
Solo il 12% degli occupati, pari a 2,8 milioni, aderisce a forme previdenziali complementari; solo 41 miliardi di euro sono le risorse destinate alle prestazioni pensionistiche, pari al 3% del Pil; nel primo trimestre 2005 gli aderenti sono cresciuti in maniera molto modesta, attorno all’ 1%, nonostante il sensibile incremento dell’occupazione.
L’andamento è preoccupante perché dimostra che i giovani sono poco sensibili alla questione e gli occupati non sono stati adeguatamente informati sul fatto che il rendimento dei fondi sia stato superiore a quello del Tfr.
Nei fondi più grandi, oltretutto, il numero dei riscatti supera le nuove adesioni e questo è un fatto che deve preoccupare.


