L’UE bacchetta il nostro Paese per i vicoli che limitano le attività di consulenza in brevetti, recupero extragiudiziario di crediti e sicurezza privata.
La legislazione italiana, infatti(già condannata dal tribunale UE nel 2003), impone ai consulenti in brevetti di essere iscritti all’Albo italiano e di avere la residenza o il domicilio professionale in Italia, per poter prestare i loro servizi.


