I beni promiscui con opzione nel patrimonio d’azienda possono rientrare tra i beni personali o aziendali.
La normativa nazionale, che esclude la possibilità di imputare all’impresa un bene utilizzato anche ai fini privati, è incompatibile con i principi comunitari.
Infatti, sebbene tale operazione possa recare ai contribuenti un vantaggio fiscale, la sua esclusione determina un sicuro svantaggio in termini di Iva.
Sono queste la conclusioni presentate ieri dall’avvocato generale nella causa C-434/03 discussa dinanzi alla Corte Ue.


