I concessionari ci provano: a riscuotere crediti inesistenti, oppure iscritti in ruoli oramai sepolti per effetto di discarico, prescrizione, annullati dalla legge, e così via. Ci sarebbe, insomma, uno zelo eccessivo da parte dei concessionari della riscossione, che invece di attenersi letteralmente alle disposizioni dell’articolo 12 della legge n. 289/2002 hanno interpretato la norma sentendosi autorizzati a coinvolgere tutti i soggetti debitori, reali o presunti, vivi o morti, risultanti dagli archivi. Il risultato è un’ondata di 5 milioni di avvisi, non tutti inappuntabili. Per l’Agenzia delle entrate, intervenuta ieri sulla questione nella persona di Attilio Befera, direttore centrale, non c’è nessun allarme ´cartella pazza’, in quanto le lettere che stanno recapitando i concessionari non sono atti esecutivi, ma semplici informative sulla possibilità di aderire al condono. Chi riceve un avviso sbagliato, quindi, ´non deve fare assolutamente nulla se ritiene di avere già sanato a suo tempo la posizione col fisco’. Certo, ma intanto occorre comunque darsi da fare per capire, a distanza di anni, di che cosa si tratta, ricostruire i fatti, cercare documenti.
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