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Approvato dalla Commissione europea il piano nazionale banda ultralarga

La Commissione europea ha finalmente dato il via libera, il 30 giugno 2016, al piano nazionale banda ultralarga per il periodo 2016-2022, adottato dal Governo italiano a marzo 2016.

La Commissione ha ritenuto la strategia italiana, che prevede l’impiego di circa quattro miliardi di euro di fondi pubblici, compatibile con le regole dell’UE in materia di aiuti di Stato e in particolare con gli Orientamenti sugli aiuti alla banda larga del 2013 (v. Comunicato Stampa).

Secondo la Commissione, difatti:

  • la strategia è in linea con gli obiettivi del mercato unico digitale e porterà la banda larga ad alta velocità in aree in cui non è disponibile, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di estendere la copertura della banda ultralarga all’85% della popolazione, con una connettività di almeno 100 Mbps;
  • il finanziamento pubblico previsto, riguardando le sole aree a fallimento di mercato (“aree bianche”), non escluderà gli investimenti privati;
  • la strategia promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti (grazie alla creazione del Sistema informativo nazionale federato delle Infrastrutture) e stimolerà la concorrenza tra operatori e al livello del mercato al dettaglio attraverso la realizzazione di un’infrastruttura di rete aperta a tutti gli operatori interessati con punti di interconnessione neutrali;
  • l’infrastruttura realizzata resterà di proprietà pubblica, mentre la sua gestione sarà affidata ad un concessionario che dovrà garantire l’accesso non discriminatorio da parte degli altri operatori;
  • la concessione degli aiuti avverrà mediante gare di appalto aperte conformi alle regole europee e nazionali in materia di appalti pubblici e nel rispetto del principio di neutralità tecnologica.

Sulla base di tali valutazioni la Commissione ha concluso che la strategia italiana porterà la banda larga ad alta velocità in aree in cui al momento non è disponibile nessuna rete NGA, senza falsare la concorrenza. Con l’approvazione da parte della Commissione l’attuazione del piano potrà ora effettivamente partire con la pubblicazione dei bandi di gara (il primo è già stato pubblicato a giugno 2016) e l’avvio dei lavori per la realizzazione della rete a banda ultralarga nelle aree a fallimento di mercato.

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