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Alimenti e bevande: per l’inquadramento fisale bisogna distinguere tra cessione e somministrazione

Con il Principio di diritto n. 9 del 22 febbraio l’Agenzia delle Entrate chiarisce che, in merito all’applicazione dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ai fini del corretto inquadramento fiscale è necessaria una distinzione tra la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione degli stessi.

A differenza delle cessioni, infatti, il contratto di somministrazione di alimenti e bevande è inquadrato nell’ambito delle fattispecie assimilate alle prestazioni di servizi dall’articolo 3, comma 2, n. 4) del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ed è caratterizzato dalla commistione di “prestazioni di dare” e “prestazioni di fare”.

Inoltre, mentre la “somministrazione di alimenti e bevande” è assoggettata all’aliquota del 10%, la “cessione” dovrà scontare l’aliquota applicabile in dipendenza della singola tipologia di bene alimentare venduto.

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