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Al via la Riforma del Terzo Settore: approvati in via definitiva i decreti legislativi

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 28 giugno 2017, ha approvato in esame definitivo tre decreti legislativi di attuazione della legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale.
La riforma riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario. Mette a disposizione del Terzo Settore 190 milioni di euro di risorse, che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile

Le novità principali della riforma riguardano:

1 il Codice del Terzo settore
Il Codice, che sarà gestito e aggiornato dalle Regioni ma che utilizzerà un’unica piattaforma nazionale, stabilisce le disposizioni generali e comuni applicabili ai diversi enti che compongono il Terzo settore, dettando disposizioni in materia, tra l’altro, di organizzazione, amministrazione e controllo, di raccolta fondi, anche mediante sollecitazione al pubblico o cessione o erogazione di beni di modico valore o servizi, di contabilità e trasparenza.

2. la revisione della disciplina in materia di impresa sociale
Il decreto ha l’obiettivo di migliorare la disciplina dell’impresa sociale, colmando le attuali lacune relative soprattutto al regime fiscale, e a rimuovere le principali barriere al suo sviluppo, rafforzandone il ruolo nel Terzo settore, anche in chiave di sistema.

3. la disciplina dell’istituto del “cinque per mille” dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef)
Il decreto completa la riforma strutturale iniziata con la Legge di Bilancio 2015, che ha attribuito risorse in modo stabile per 500 milioni all’anno, e vuole accelerare i tempi di erogazione, introdurre criteri innovativi nel riparto delle risorse e rendere del tutto trasparente l’utilizzo delle risorse da parte dei beneficiari.

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