Newsletter n. 438 del 28 febbraio 2018.
Il Garante Privacy, esprimendosi relativamente alla vicenda di un Comune che aveva scelto di non concedere la copia integrale delle sentenze e dei provvedimenti di condanna al pagamento di somme in favore dello stesso e dei procedimenti di riscossione ancora aperti, ha chiarito che la richiesta di accesso civico agli atti giudiziari deve essere valutata con attenzione dalla pubblica amministrazione, per evitare un’indiscriminata diffusione di informazioni delicate sulle persone coinvolte.
Il Garante ha infatti riscontrato, nel corso dell’istruttoria, alcune informazioni delicate come ad esempio la qualità di debitore, l’impossibilità di restituire le somme a causa di un Isee basso, l’esistenza di vertenze in materia di lavoro e altri dati di tipo sensibile e giudiziario.
Di conseguenza l’autorità ha ritenuto che la scelta del Comune di tutelare i dati personali dei soggetti controinteressati riportati nelle sentenze fosse conforme alla disciplina in materia di protezione dei dati personali.


