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8 per mille allo Stato: in GU i nuovi criteri di ripartizione e ambiti di destinazione

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio è stato pubblicato il Dpr 13 novembre 2024, n. 213, che modifica e aggiorna il Regolamento definito con il Dpr n. 76/1998, relativo ai criteri e alle procedure per l’utilizzazione della quota dell’8 per mille dell’Irpef devoluta allo Stato.

Sulla base delle scelte effettuate dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi, la quota relativa all’8 per mille del gettito Irpef a diretta gestione statale sarà destinata, oltre ai già previsti interventi (calamità naturali, contrasto alla fame nel mondo, conservazione beni culturali, assistenza ai rifugiati, ristrutturazione immobili adibiti all’istruzione scolastica, degli enti locali territoriali e del Fondo edifici di culto) anche:

  • agli interventi legati all’assistenza dei minori stranieri non accompagnati. Gli interventi di assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati saranno diretti ad assicurare a coloro cui sono state riconosciute, secondo la normativa vigente, forme di protezione internazionale, lo status di rifugiato, la protezione sussidiaria o la protezione speciale, l’accoglienza, la sistemazione, l’assistenza sanitaria e i sussidi previsti dalle disposizioni vigenti.
  • agli interventi straordinari per il recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche, diretti alla realizzazione di azioni nell’ambito della cura e riabilitazione dei soggetti cui sono state riconosciute forme di dipendenza patologica, nonché al loro inserimento e reinserimento sociale e lavorativo.

Relativamente alla ripartizione della quota dell’8 per mille disponibile, la stessa dovrà essere ripartita in misura proporzionale alle scelte effettuate dai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi tra le tipologie d’intervento ammesse a contributo.
La destinazione della quota di risorse relative alle scelte non espresse potrà essere deliberata dal Consiglio dei Ministri entro i 30 novembre di ogni anno. In assenza di deliberazione, la destinazione delle risorse relative alle scelte non espresse dovrà essere stabilita tra le tipologie d’intervento in proporzione alle scelte espresse.

Le nuove regole entreranno in vigore il prossimo 22 gennaio.

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