La fine del ‘cognitariato’ e il valore della responsabilità

Nel corso della tavola rotonda "Professioni 4.0 – l’Intelligenza Artificiale tra etica, diritto e mercato", organizzata all'Università Cattolica di Piacenza in occasione dei 25 anni di AteneoWeb, il Professor Riccardo Manzotti ha delineato gli scenari macroeconomici e filosofici che stravolgeranno il mercato dei servizi intellettuali.
La fine del ‘cognitariato’ e il valore della responsabilità
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Con una doppia lente da ingegnere e da Professore Ordinario di Filosofia Teoretica alla IULM di Milano, Manzotti ha chiarito che l’Intelligenza Artificiale (IA) odierna non rappresenta una semplice evoluzione tecnica, ma un totale cambio di paradigma, al punto che sarebbe più corretto definirla “conoscenza artificiale”.

La svalutazione della conoscenza e la fine del “cognitariato” 

Il primo pilastro della rivoluzione in atto risiede nel fatto che l’IA ha “chirurgicamente separato il linguaggio e la conoscenza, dall’esistenza e la coscienza”. Fino a pochi anni fa, il valore economico e sociale di professionisti e docenti universitari si basava sul possesso esclusivo del sapere. Oggi, di fronte a macchine che sanno tutto pur non avendo l’esistenza (macchine che “sanno senza essere”), il valore intrinseco della pura competenza conoscitiva è crollato a zero.

Questa dinamica decreta storicamente la fine del “cognitariato”. Come l’automazione meccanica ha sostituito il lavoro manuale, così l’IA sta per spazzare via tutte quelle attività intellettuali ripetitive e prive di un reale elemento di discontinuità creativa. 

L’analisi economica del Professore è netta: nel momento in cui una specifica mansione, come una relazione o una traduzione, può essere svolta da una macchina, il valore di mercato di quell’attività si azzera inevitabilmente.

Etica, scelte e la regola delle 3 R 

Se l’algoritmo possiede una conoscenza sterminata, a cosa serve l’essere umano? Manzotti evidenzia la profonda differenza tra la conoscenza (dominio della macchina) e il valore etico (dominio umano). L’IA può articolare la conoscenza per ottimizzare un processo, ma non possiede un sistema valoriale per compiere delle “scelte”, potendo unicamente prendere “decisioni” tecniche all’interno di una cornice data.

Nel mercato dei servizi, questa dinamica si traduce nella “regola delle 3 R“: Risultato, Risposta e Responsabilità.

L’IA di oggi è un perfetto risponditore in grado di fornire le prime due componenti in tempi record. Tuttavia, l’essere umano è l’unico soggetto che può garantire la “Responsabilità”. La garanzia che il professionista offre al cliente, firmando un documento o un bilancio, non è più di natura squisitamente cognitiva, bensì “esistenziale”. Il professionista si fa garante mettendo in gioco la propria reputazione e assumendosi i rischi di fronte alla legge e al mercato.

Dalle “confabulazioni” all’AGI: l’urgenza di una “Patente di Essere Umano” 

Analizzando i limiti attuali della tecnologia, il Professore precisa che definire gli errori della macchina come “allucinazioni” è concettualmente errato, poiché presupporrebbe una coscienza; è molto più corretto parlare di “confabulazioni”, lo stesso meccanismo umano di chi tenta di dare una risposta senza conoscere a fondo il tema. L’IA generativa, infatti, non è un semplice database che estrapola informazioni certe, ma genera risposte partendo da modelli di calcolo probabilistico.

Tuttavia, il mercato non deve cullarsi sui limiti attuali. Manzotti avverte che l’orizzonte imminente è quello della Artificial General Intelligence (AGI), un sistema che non si limiterà a rispondere a un prompt, ma sarà dotato di motivazioni, intenzioni e fini propri. In questo scenario non troppo remoto, le macchine diverranno a tutti gli effetti dei veri e propri “agenti economici puramente artificiali”, capaci di operare, assumere personale umano e consumare. 

Per gestire questa economia ibrida in cui il confine tra uomo e macchina si assottiglia sempre di più, diventerà indispensabile l’introduzione di una “patente di essere umano”. Si tratterà di uno strumento giuridico e concettuale, una sorta di cittadinanza dell’umanità per distinguere i soggetti dotati di coscienza dagli agenti puramente cognitivi e sintetici.

Il futuro: uscire dal continente 

Per sopravvivere in questo nuovo mercato spietato, i professionisti dovranno cambiare radicalmente approccio. 

Poiché l’Intelligenza Artificiale “Generativa” si limita a combinare ciò che è già noto e “contenuto” nel sapere umano, la sfida per i professionisti sarà quella di essere “creativi e non soltanto generativi”. Il vero valore aggiunto consisterà nel sapersi comportare come Cristoforo Colombo: uscire dai confini rassicuranti del “continente” del già noto, per apportare al mercato discontinuità e soluzioni radicalmente nuove.

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